Progetto

Sono passati alcuni decenni da quando, alla fine degli anni Settanta, un piccolo gruppo di donne ha dato inizio all’impresa di realizzare a Bologna “uno spazio pubblico” ed un’istituzione di genere capace di esprimere le forme nuove della soggettività femminile apparse con forza sulla scena internazionale con il neofemminismo. Ad un primo sguardo potrebbe apparire un tempo breve, ma tale non è se consideriamo l’accelerazione del mutamento propria della contemporaneità, le sue discontinuità, l’avvicendarsi rapido delle generazioni. Alcuni decenni sono tempo lungo anche da un altro punto di vista, quello della durata stessa del luogo che è stato costruito e della continuità dell’impresa: un tempo tanto più lungo quando si tratta di imprese di donne particolarmente esposte al gioco della visibilità-invisibilità nel discorso pubblico, nella narrazione storica, nelle politiche della memoria.

Percorsi dell’identità femminile”, “Generare e trasmettere cultura delle donne”, “Memoria e invenzione femminili per una civiltà di individue e individui” sono i titoli successivi dei primi tre progetti programma elaborati dal gruppo che nel 1983 ha dato formalmente vita all’Associazione “Orlando” per realizzare e gestire il Centro di documentazione, ricerca ed iniziativa delle donne di Bologna. In ciascuno di essi è visibile l’intenzione di “inventare”, di misurarsi con il nuovo che il tempo storico portava con sè ed, insieme, il desiderio di lasciare traccia. Individuammo allora nella Biblioteca il luogo fisico e simbolico in cui di dare visibilità e permanenza alla storia, alla creatività, al pensiero delle donne. Successivamente con la realizzazione di “Server/donne” ci siamo confrontate con un’altra forma dello “spazio pubblico” e con la straordinaria potenzialità di ampliare indefinitamente quel luogo fisico nello spazio virtuale.

In questi ultimi anni abbiamo lavorato per aprire al pubblico l’Archivio storico e rendere consultabili le carte, i documenti sonori, le immagini che si sono accumulate nel corso di questi decenni. Nel farlo ci ha mosso il desiderio espresso nelle parole scelte come exergo: mettere “into a permanent shape” le tracce di una storia e di un movimento che ha segnato profondamente la vicenda contemporanea.

Per Elisabeth Cady Stanton e Susan Anthony ciò significava pubblicare la monumentale raccolta di fonti costituita dalla serie di volumi della "History of Woman Suffrage". Per noi, che rappresentiamo soltanto una delle tante storie che compongono il femminismo contemporaneo, significa rendere fruibili - direttamente e on-line - i documenti che possediamo, sviluppare i networks con gli archivi delle donne nazionali e internazionali, muoverci in uno stretto contatto con i diversi archivi del Novecento. Ma significa anche aprirci ad altre storie per sedimentare una memoria complessa e stratificata in cui donne di differenti generazioni e differenti culture possano riconoscersi.

Siamo convinte che un archivio di questo tipo non possa vivere ed accrescersi senza un costante lavoro di ricerca storica e documentaria. Per questo il progetto dell’Archivio di storia delle donne nasce alla confluenza tra la domanda di una storia dei femminismi contemporanei nelle loro molteplici manifestazioni e la necessità di raccogliere, leggere e rileggere ciò che lo scorrere degli anni ha lasciato dietro di sé nella memoria individuale delle singole, negli scritti di allora, nell’iconografia, nei suoni e nelle immagini fissate nel tempo.

L'Archivio di Storia delle Donne è ospitato presso la sede del Centro di Documentazione, Ricerca e Iniziativa delle Donne della città di Bologna sulla base della Convenzione tra l'Associazione Orlando e il Comune di Bologna. Ha ricevuto dalla Sovrintendenza archivistica la notifica di archivio di interesse storico.